La Chiave del Tempo di Renato Zanardo

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Pubblicato il 4 dicembre 2017 da FilmMaker Channel

Commentate questo cortometraggio di Renato Zanardo che così lo presenta a FilmMaker Channel: “premetto: non mi considero un filmmaker vero e proprio, non ho mai realizzato qualcosa per scopi commerciali, ma solo per il divertimento di giocare a realizzare le idee che mi passano per la testa, perché (come dico sempre), se vengono nella mia testa un motivo ci sarà, altrimenti andrebbero nella testa di qualcun altro. Ho un sacco di cose ancora da imparare; con il senno di poi mi rendo conto dei tantissimi errori commessi, a volte anche banali, voglio giocare con gli effetti speciali senza esserci mai riuscito veramente, insomma, scimmiotto i grandi e quello che vedo. I corti che realizzo di solito sono dei filmetti girati con gli atleti della palestra che dirigo e che vengono proiettati come introduzione allo spettacolo che facciamo annualmente. I ragazzi non sono attori professionisti, ed io non sono un regista professionista, ma… la cosa importante, è che ci divertiamo un sacco e di fatica ne facciamo lo stesso, tanto quanto i professionisti. Questo che posto ora, è l’introduzione ad uno spettacolo fatto nel 2008 e replicato nel 2013 con questo nuovo cortometraggio. Spettacolo in cui dei ragazzi si trovano a vivere un salto temporale venendo scaraventati indietro di 3500 anni, precisamente nel regno del Faraone Akhenaton. La realizzazione di questo spettacolo è stata davvero faraonica: una piramide, un obelisco, 6 colonne, tutto alto sugli otto metri e circa 400 mq di geroglifici dipinti da genitori ed amici. Be’, ci siamo divertiti :)

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2 comments

  • Giorgio 8 mesi fa

    Complimenti per il corto, bella la storia, la scenografia ed i costumi, anche se non sono un fan degl’effetti speciali, devo dire che qui sono appropriati e d’effetto.
    Vorrei invitarti a guardare il mio primo corto, “il prete” le indaggini del commissario Panizza, per avere un giudizio.
    Ciao
    https://www.youtube.com/watch?v=JYCo-YI6zXg

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  • Rezan 7 mesi fa

    me la faccio da me l’autocritica 🙂 ma se ci trovate dell’altro, ben venga, ogni suggerimento è ben accetto:
    Il primo attore che compare: ha una voce da paura, decisamente quello che volevo, però come attore si vede che legge. Vabbeh è la figura di Jamal, lo scriba, che poi compare da giovane nella grotta come discepolo di Nagar Theth il sacerdote. Avrei preferito che quella parte se la imparasse a memoria, ma mi ha fatto un favore e non ho voluto torturarlo. Nella seconda scena, si vede Nagar e Jamal da giovane che si recano dentro la stanza segreta per depositare la chiave del tempo. L’espressione di Nagar quando apre la grotta con il bastone della vita, è sbagliatissima, Lui è un attore “dice”, ma anche se non lo ammette, si spaventa davanti alla telecamera e non sa più quello che fa. L’effetto speciale della luce sul bastone e l’apertura della grotta, per dirla alla Fantozzi, sono delle cagate pazzesche, non avrei dovuto avere fretta, frenare l’entusiasmo e curarla meglio. L’interno della grotta, mmm insomma, un’occhio esperto vedrebbe ombre sbagliate, contrasti errati in alcune zone e poi è carente di parallasse. La scena è stata fatta in chromakey, ma in alcuni punti i personaggi uscivano dallo schermo blu ed ho dovuto sistemarli con il rotoscoping, qui il primo errore in produzione; la scena avrebbe dovuto essere girata almeno a 125fps mentre è stata girata a 25fps con la conseguenza di perdere i dettagli sul singolo fotogramma. sono letteralmente impazzito dovendo scontornare un fotogramma alla volta, con un risultato comunque scadente. Il generale Horemeb che uccide Nagar, beh quello è forse l’unico che ha l’espressione giusta, mi suona bene; un po’ troppo pelo per essere un egizio ma ho bisogno di un tutorial su come chiedere ad un attore di depilarsi. Lo scriba Jamal non è un attore, è alla sua prima esperienza e insomma dai, per uno con esperienza zero se l’è cavata abbastanza. Le tre patatine che vengono dopo… oddio, al solo sentire una cadenza veneta in un film che parla di egizi mi si rizzano i peli sulla nuca. Nemmeno loro sono attrici, poi…. domani non posso venire perché devo studiare, domani non vengo perché ho un compleanno e così, sposta e sposta set, date, richiedere disponibilità degli operatori di volta in volta… questi sono gli inconvenienti del non prfessionale.
    La scena all’interno del museo: qui c’è davvero da ridere. dovevamo girarla al Museo Egizio di Torino, ma… hai visto mai che si riesca ad accordarsi con una fondazione? Mai!. Così sono corso ai ripari, ho ricostruito col polistirolo in scala 1:30 l’interno del Museo Egizio del Cairo ricavandolo da una foto: 1 mese e mezzo di lavoro risultato: abbastanza buono ma, mettere dentro degli attori in un modellino facendo le tracciature 3D pe i movimenti camera e cercare di muovere il tutto verosimilmente… non fatelo; ho buttato via quasi tutto e quello che sono riuscito a filmare ed il risultato è di gran dubbia qualità; ci sono di quei problemi che nemmeno immaginavo. Dentro questo famoso modellino ad esempio, c’è la farfallina luminosa, che a dire il vero, centra come il due di spade con briscola a coppe; questo è stato l’insulso stratagemma che ho utilizzato per sopperire alle immagini delle quali non riuscivo a fare la tracciatura 3D. Buona la scena del telefono con il direttore del Museo. Non credo si noti molto perché ha la barba, e nemmeno si capisca che lui è lo stesso attore nonché la reincarnazione del Generale Horemheb. Qui ci sono degli errori di sceneggiatura dove la storia si perde. Vero che le due ragazze raccontavano di un’esperienza analoga già vissuta in cui erano state catapultate indietro nel tempo, ma non sono riuscito a rendere l’idea che ora la storia sta per ripetersi. Mancano molti dettagli e particolari esplicativi.

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